Cartellino giallo da Google. Poi scatta la penalizzazione.

Google cartellino giallo pe i widget

All’inizio del mese di settembre Google ha rammentato a tutti i webmaster e più in generale ai gestori dei siti che l’utilizzo di particolari tipi di widget è contrario alle proprie linee guida.

Cosa è un widget

Il termine widget deriva dall’unione delle parole WIndow e gadGET e definisce delle micro-applicazioni inserite in un sito, un blog o in un profilo sociale.

Nel caso dei siti i widget propongono, in aree o box normalmente posizionate nelle sidebar aree laterali del sito o nel footer area inferiore del sito, contenuti gestiti da terzi con informazioni e link esterni ottenuti semplicemente copiando ed incollando un codice di norma fornito da un servizio esterno.

Un widget può quindi avere funzioni diverse: dalla semplice lettura di feed RSS alla visualizzazione di contenuti multimediali o di semplice testo quali ad esempio il meteo fino ad arrivare ai widget che consentono l’interazione e la socializzazione, il pagamento di un prodotto, le statistiche del sito e quant’altro. Alcuni esempi di widget.

In se per se un widget non è un componente dannoso. Lo diventa, secondo Google, quando contiene link non naturali utilizzati per il Link Building al fine di manipolare il ranking di un sito.

Cartellino giallo quindi per quei siti che utilizzano i widget in modo non naturale.

Come capire se un sito rischia la penalizzazione?

Dagli esempi mostrati da Google nella pagina dedicata alle linee guida, i siti a rischio di penalizzazione sono quelli che includono widget inseriti tramite Iframe o con rss e comunque con dati gestiti e provenienti da siti esterni che non sono inseriti direttamente dal proprietario del sito.

Google ha inserito nella pagina tre widget che potrebbero far incorrere in penalizzazioni.

Cosa fare per non rischiare il cartellino giallo?

Se non esiste la possibilità di intervenire sul codice del widget aggiungendo il rel = “nofollow” ai link che sono presenti nel widget si consiglia di rimuovere il widget. Se, al contrario, è possibile intervenire sul codice dei widget occorre aggiungere l’istruzione rel = “nofollow” ai link in presenti nella pagina del sito.

Cosa è il rel = “nofollow” e come aggiungerlo ai link?

Nofollow è un valore assegnabile all’attributo rel dell’elemento HTML per indicare formalmente ai motori di ricerca che un collegamento ipertestuale non dovrebbe essere seguito e indicizzato. Fonte Wikipedia.

In pratica il rel = “nofollow” fornisce ai motori di ricerca l’istruzione “Non seguire i link presenti in questa pagina” o “Non seguire questo link“.

Per inserire l’istruzione valida per tutti i link presenti nella pagina o nel sito inserire il seguente codice all’interno della sezione:

codice nofollow in header

del sito:

Per un singolo link è necessario invece aggiungere l’istruzione rel = “nofollow” al link in questione da:

codice link

a

codice con link nofollow

Come accorgersi se il sito è stato penalizzato da Google?

Google comunica con i proprietari dei siti tramite la Google Search Console, un servizio gratuito che consente di monitorare e gestire la presenza dei siti gestiti nei risultati della Ricerca Google.

Nella Google Search Console, dopo aver registrato il sito, sarà possibile trovare tutte le informazioni sul sito che Google mette a disposizione, inclusi eventuali avvertimenti. Se il vostro sito ha ricevuto un warning sulla presenza di link innaturali sarà possibile, dopo aver effettuato le variazioni, inviare a Google la richiesta di riconsiderazione del sito.

Se non siete in grado di gestire queste problematiche potete anche richiedere una analisi gratis del vostro sito.

Per approfondire l’argomento:

Sono consulente di Web Marketing, SEO e Web design. Realizzo siti internet portando sui nuovi media l'esperienza acquisita in 30 anni di lavoro nella comunicazione a Roma, Firenze, Milano e New York.

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